Curare e coinvolgere. Il ruolo del Medico nell’evoluzione sociale del Territorio.

Intervista al Dr. Andrea Boni

Innanzitutto mi preme ringraziarvi per avermi concesso questo spazio di confronto, in tema socio-sanitario, che spero vi veda, sempre con maggiore frequenza, protagonisti, unendo dedizione e professionalità, per progettare il futuro di una comunicazione efficace con i territori.

La comunicazione scientifica assume ormai una imprescindibile rilevanza con i moderni mezzi tecnologici, che permettono la libera circolazione di informazioni preziose. I contenuti scientifici non possono essere fruiti in maniera consapevole, organica ed efficiente senza il supporto e la guida di esperti dediti alla causa della diffusione della conoscenza sanitaria. Ormai da anni, sono coordinatore editoriale in una importante piattaforma web in ambito Healthcare dove recentemente mi sono occupato del tema dell’Intelligenza Artificiale sottolineando il rischio che possa occupare sempre di più il nostro spazio culturale.

L’ assenza di canali ufficiali e terzi di informazione ha prodotto molto spesso malcontento e confusione nella popolazione. Questo è derivato spesso, da evidenti errori di comunicazione, soprattutto durante la recente pandemia. Gli addetti ai lavori, si sono ritrovati, improvvisamente, da meri professionisti sanitari, a rivestire un ruolo politico-sociale di primo ordine, senza averne, a mio avviso, non solo la giusta preparazione ma spesso nemmeno coscienza.

Salute significa cure mediche, ma significa anche e soprattutto prevenzione. E non può esserci prevenzione primaria in assenza di un’adeguata educazione in materia sanitaria, a beneficio dei cittadini. La loro salute è spesso nelle nostre mani: questa dovrebbe essere la stella polare che indirizza le scelte ed i percorsi di chi eserciti la professione in assoluto ossequio del giuramento di Ippocrate.

Un medico oggi dovrebbe superare i perimetri che delimitano le competenze della sua professione. Spendersi in prima persona in seminari di divulgazione scientifica su tematiche sanitarie, alimentazione, esposizione ad agenti tossici e tutto quanto sia statisticamente rilevante per la popolazione, oltre alla promozione di uno stile di vita sano che coniughi la valorizzazione della filiera corta delle numerose eccellenze del nostro territorio.

Molti illustri colleghi già adempiono ad un’ importante funzione sociale, con la loro abnegazione quotidiana. Io personalmente ho deciso di mettere le mie competenze, in campo socio-sanitario, al servizio del territorio in cui sono cresciuto, quello di Gualdo Cattaneo, nella nostra meravigliosa regione Umbria, in cui ho scelto di continuare a vivere e lavorare.

C’è ancora molto da fare, soprattutto nei piccoli centri, in termini di implementazione dei servizi socio-sanitari. Ognuno di noi nel proprio contesto è fisicamente una singola persona, ma funzionalmente ne rappresenta due: innanzitutto è un cittadino ed in più si identifica con la propria professione e con le competenze possedute. Vorrei contribuire ad innescare il circolo virtuoso della conoscenza, promuovendo eventi informativi che assumano il carattere della sistematicità, oltrechè organizzare servizi sanitari sempre più di prossimità.

Il fine ultimo di una istituzione locale dovrebbe essere anche quello della promozione di comportamenti virtuosi nei vari ambiti che rientrano nella tutela della salute. Lo spunto del mio impegno è derivato proprio da sollecitazioni istituzionali. Ho voluto accettare questa sfida impegnandomi in prima persona, come figura indipendente, squisitamente prestata alla politica nell’accezione più totale del termine. Esperienze di comunità simili, dimostrano che tutto ciò non è soltanto possibile ma che può rappresentare lo spunto di cui ha bisogno il volano della rinascita di un territorio.

È ormai consuetudine che ogni candidato dica di agire in maniera disinteressata. Ho sempre sentito- e sento – il duplice desiderio, come cittadino e come medico, di lasciare un’impronta che qualifichi in positivo il Comune a cui sono legato, agendo nell’interesse del territorio in cui viviamo e in cui vivranno i nostri figli, così che possa rimettersi al passo di altre realtà virtuose, con grande beneficio di tutta la collettività.

Dr. Andrea Boni

Responsabile Sezioni di Urologia Funzionale, Riabilitazione del Pavimento Pelvico e di Andrologia (Clinica Urologica Perugia). 
Membro comitato editoriale MediciOggi di Springer Healthcare (Milano)
Fondatore e Titolare centro clinico bonimed (Todi)

boni&med
STUDI CLINICI
Ponterio di Todi 79/f (PG)

postmaster@boni-med.it


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