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Le trame del Perugino01 / Case history · Identità visiva · Modellazione e stampa 3D

Dal dipinto
alla terza dimensione.

Nell’Adorazione dei Magi del Perugino, una mano sorregge una piccola pisside. Come si passa da quel profilo dipinto a un oggetto da tenere in mano? Con Le trame del Perugino, gli studenti hanno cercato la risposta tra museo, telaio e laboratorio 3D.

La pisside ricostruita a confronto con il particolare dipinto
La pisside ricostruita a confronto con il particolare dipinto
02 / Origine

Un quadro, tre indizi.

Il percorso ideato dall’associazione Intrecciamo i Fili, con il sostegno di Fondazione Perugia, prende avvio il 17 novembre 2023 alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Davanti alla tavola di Pietro Vannucci, circa duecento studenti degli istituti comprensivi 13 e 14 di Perugia concentrano lo sguardo su tre particolari: il disegno di un tessuto, il gioiello che ferma un mantello e una pisside.

03 / Sfida

Che forma ha il lato che non si vede?

Il pittore mostra il vaso da un solo punto di vista. Per ricostruirlo occorre leggere il rapporto tra piede, coppa e coperchio, distinguendo le variazioni di colore dalle sporgenze reali. Il confronto con il dipinto resta il riferimento anche quando il modello può essere ruotato.

04 / Obiettivi

Imparare a leggere con le mani.

Il progetto avvicina i ragazzi ai mestieri dell’artigianato artistico. In classe il dettaglio viene ridisegnato; in laboratorio il motivo del broccato diventa un intreccio, la pisside un bassorilievo in creta. Ogni tecnica chiede di osservare qualcosa di diverso nello stesso dipinto.

05 / Strategia

Seguire il filo di un dettaglio.

La parola trama tiene insieme tessitura e racconto. È anche il principio del logotipo progettato da Made in Italy Lab: il gioiello e il motivo del broccato diventano un segno mostrato a metà. Nell’altra metà trova posto il nome del progetto.

06 / Metodo

Dal rilievo al volume.

Dopo il lavoro in creta, gli studenti entrano nel laboratorio di Made in Italy Lab a Ponte Felcino. Guidati da un operatore, seguono la ricostruzione e la stampa in 3D. I rendering permettono di confrontare proporzioni e decorazioni prima di leggere la forma in un oggetto fisico.

07 / Soluzione

La pisside e il fermaglio.

Le immagini affiancano la fonte pittorica alle viste digitali. Nella pisside si riconoscono le scanalature della coppa e il profilo del coperchio. Nel fermaglio, una pietra verde centrale e quattro perle scandiscono l’ovale. Le spille realizzate dai ragazzi nascono da una distinta esperienza artigiana con Tiziana Speziali.

08 / Applicazione

Una stampa che serve a tessere.

Per il lavoro sulla lana, il Lab disegna e stampa in 3D un elemento decorativo tratto dal tessuto dipinto. Diventa una guida per riprodurre il motivo in rilievo con l’infeltrimento ad ago. In questo caso la stampa digitale produce uno strumento per la mano di chi lavora.

09 / Risultati

Un oggetto da mettere a confronto.

Il percorso documenta i tessuti al telaio, le spille, i bassorilievi e la seconda pisside stampata nel laboratorio di Ponte Felcino. Il confronto più eloquente è quello che i ragazzi possono fare da sé: tornare al dipinto con l’oggetto in mano e riconoscere il particolare da cui sono partiti.

10 / La lezione

Tornare al quadro.

Una volta ricostruito il coperchio, anche il piccolo riflesso dipinto sul bordo si legge diversamente. È il valore didattico del percorso: il passaggio alla materia offre una ragione per guardare di nuovo l’opera, con una domanda più precisa.

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