02 / Origine
Un incontro a Carpini.
Nel 2001 don Pietro dona a Rolando Boco gli atti di un convegno su Albertino. Da quella lettura nasce una domanda che torna anni dopo, quando l’autore ritrova Montone raccontata soprattutto attraverso il condottiero Braccio Fortebraccio. Quali immagini potrebbero far conoscere anche l’uomo che, davanti alla guerra, scelse di assistere i feriti?
03 / Sfida
Dare una forma alla distanza.
Il lettore deve poter seguire una vicenda del Duecento senza conoscere la storia del monastero. Il primo episodio lo porta dentro il borgo in fiamme; nel secondo la scena si restringe alla grotta in cui un ragazzo si ripara con la madre. La scala del racconto cambia prima ancora che intervengano le parole.
04 / Obiettivi
Leggere un gesto.
Una mano tesa verso un monaco, una ciotola offerta a una malata. L’obiettivo è rendere leggibili queste scelte quotidiane senza ridurle a un elenco di virtù. Ogni episodio ha un titolo breve e uno spazio in cui guardare la scena prima di leggerne il racconto.
05 / Strategia
La tavola e la sua frattura.
Boco dipinge con acquerelli e tempere ad acqua su sottili tavolette di argilla. Poi le rompe e ne ricompone i frammenti su mattonelle rivestite di colla cementizia. Le lacune restano visibili. È questo passaggio materiale a evocare nel libro l’affresco che riaffiora da una parete.
06 / Metodo
Un ritmo di due pagine.
Nel formato quadrato, la tavola ricomposta occupa una pagina; il titolo e il racconto dell’episodio trovano posto sulla pagina a fronte. Il progetto grafico mantiene questa cadenza per dieci scene. Il lettore può riconoscerla anche quando cambiano il luogo, i personaggi e l’intensità del colore.
07 / Soluzione
Due modi di guardare.
Nel corso del volume si incontrano le opere frantumate e ricomposte. In chiusura, una sequenza riunisce le dieci illustrazioni nella loro forma integra. Guardare la stessa scena prima e dopo la frattura permette di distinguere il disegno originario dal lavoro sulla materia.
08 / Applicazione
Dalla pagina al sentiero.
Dopo la vita illustrata, il libro cambia registro. Il Cammino di Sant’Albertino è presentato in quattro tappe, da Montone a Fonte Avellana, con fotografie, descrizioni dei luoghi e una mappa d’insieme. I paesaggi che fanno da sfondo al racconto diventano luoghi da attraversare.
09 / Risultato
Un volume, due percorsi.
Le 44 pagine riuniscono il racconto illustrato e la guida al cammino. Testo e illustrazioni sono di Rolando Boco; il progetto grafico è di Made in Italy Lab. Le fotografie dei quadri sono di Desegno, quelle del cammino di Valentino Palpacelli. Stampa di Industria Grafica Umbra.
10 / La lezione
Lasciare spazio al frammento.
Riempire i vuoti avrebbe cancellato una parte del lavoro di Boco. Nella pagina, invece, il margine irregolare resta leggibile: l’occhio segue prima la figura, poi il punto in cui l’argilla si interrompe. Il progetto grafico trova la sua misura proprio in ciò che lascia vedere.