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Albertino da Montone01 / Case history · Progetto grafico · Editoria illustrata

Albertino da Montone.
Un disegno che si fa cammino.

Dieci illustrazioni raccontano le scelte di Albertino, dalla paura della guerra alla cura degli altri. Per il libro di Rolando Boco, Made in Italy Lab ha curato il progetto grafico che accompagna il lettore dalle tavole dipinte al cammino tra Montone e Fonte Avellana.

Mockup della presentazione con la copertina di Albertino da Montone proiettata sulla parete
Albertino da Montone / Mockup della presentazione del libro
02 / Origine

Un incontro a Carpini.

Nel 2001 don Pietro dona a Rolando Boco gli atti di un convegno su Albertino. Da quella lettura nasce una domanda che torna anni dopo, quando l’autore ritrova Montone raccontata soprattutto attraverso il condottiero Braccio Fortebraccio. Quali immagini potrebbero far conoscere anche l’uomo che, davanti alla guerra, scelse di assistere i feriti?

Soldati e abitanti davanti alle torri di Montone in fiamme
01 / Montone tra le fiamme
Albertino e sua madre si riparano in una grotta fuori dal borgo
02 / La grotta e la paura
03 / Sfida

Dare una forma alla distanza.

Il lettore deve poter seguire una vicenda del Duecento senza conoscere la storia del monastero. Il primo episodio lo porta dentro il borgo in fiamme; nel secondo la scena si restringe alla grotta in cui un ragazzo si ripara con la madre. La scala del racconto cambia prima ancora che intervengano le parole.

04 / Obiettivi

Leggere un gesto.

Una mano tesa verso un monaco, una ciotola offerta a una malata. L’obiettivo è rendere leggibili queste scelte quotidiane senza ridurle a un elenco di virtù. Ogni episodio ha un titolo breve e uno spazio in cui guardare la scena prima di leggerne il racconto.

Albertino alla soglia del lazzaretto dove riposano i malati
03 / L’incontro con la sofferenza
Albertino porge una ciotola a una donna allettata
04 / La scelta
05 / Strategia

La tavola e la sua frattura.

Boco dipinge con acquerelli e tempere ad acqua su sottili tavolette di argilla. Poi le rompe e ne ricompone i frammenti su mattonelle rivestite di colla cementizia. Le lacune restano visibili. È questo passaggio materiale a evocare nel libro l’affresco che riaffiora da una parete.

06 / Metodo

Un ritmo di due pagine.

Nel formato quadrato, la tavola ricomposta occupa una pagina; il titolo e il racconto dell’episodio trovano posto sulla pagina a fronte. Il progetto grafico mantiene questa cadenza per dieci scene. Il lettore può riconoscerla anche quando cambiano il luogo, i personaggi e l’intensità del colore.

Il giovane incontra due monaci davanti alla badia
05 / Una nuova vita
Un monaco offre un cesto di pane ad adulti e bambini
06 / Non è fuga dal mondo
07 / Soluzione

Due modi di guardare.

Nel corso del volume si incontrano le opere frantumate e ricomposte. In chiusura, una sequenza riunisce le dieci illustrazioni nella loro forma integra. Guardare la stessa scena prima e dopo la frattura permette di distinguere il disegno originario dal lavoro sulla materia.

Albertino ascolta alcune persone raccolte intorno a lui
07 / L’amico degli ultimi
La comunità dei monaci si riunisce intorno al priore
08 / La guida di Fonte Avellana
08 / Applicazione

Dalla pagina al sentiero.

Dopo la vita illustrata, il libro cambia registro. Il Cammino di Sant’Albertino è presentato in quattro tappe, da Montone a Fonte Avellana, con fotografie, descrizioni dei luoghi e una mappa d’insieme. I paesaggi che fanno da sfondo al racconto diventano luoghi da attraversare.

Albertino si allontana dalla mitra episcopale
09 / La strada dell’umiltà
Una stretta di mano davanti al paesaggio di Montone
10 / La chiave della pace
09 / Risultato

Un volume, due percorsi.

Le 44 pagine riuniscono il racconto illustrato e la guida al cammino. Testo e illustrazioni sono di Rolando Boco; il progetto grafico è di Made in Italy Lab. Le fotografie dei quadri sono di Desegno, quelle del cammino di Valentino Palpacelli. Stampa di Industria Grafica Umbra.

10 / La lezione

Lasciare spazio al frammento.

Riempire i vuoti avrebbe cancellato una parte del lavoro di Boco. Nella pagina, invece, il margine irregolare resta leggibile: l’occhio segue prima la figura, poi il punto in cui l’argilla si interrompe. Il progetto grafico trova la sua misura proprio in ciò che lascia vedere.

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